Comfort e stagionalità

Dehors per ristoranti: come allungare la stagione

Ombra, chiusure, ventilazione e riscaldamento: come rendere il dehors operativo più a lungo tra estate e mezze stagioni.

Pubblicato il

Per molti ristoranti il dehors funziona bene solo in una parte dell’anno. Il sole eccessivo limita il pranzo estivo, una pioggia improvvisa rende inutilizzabili i tavoli e le prime serate fresche accorciano la stagione.

Una pergola può ridurre questi problemi, ma la copertura è soltanto il punto di partenza. Per usare lo spazio più a lungo bisogna gestire insieme sole, aria, pioggia, vento e temperatura.

Estate: prima ombra, poi raffrescamento

L’ombra riduce l’irraggiamento diretto su persone, tavoli e pavimentazione ed è quindi il primo intervento da valutare nelle ore calde.

La copertura non dovrebbe però bloccare tutta l’aria. In estate il comfort dipende anche da ventilazione, umidità e materiali che accumulano calore. Una pergola completamente chiusa sui lati può comportarsi come una serra.

In base al clima e all’esposizione si possono valutare:

  • coperture apribili o regolabili;
  • tende laterali da usare solo quando servono;
  • ventilatori per aumentare il movimento dell’aria;
  • nebulizzazione, dove condizioni climatiche e gestione la rendono adatta;
  • vegetazione e superfici che non accumulano troppo calore;
  • acqua disponibile e organizzazione del lavoro nelle ore più calde.

Non esiste una soluzione che “raffresca automaticamente” ogni dehors. Il progetto deve partire da orientamento, sole pomeridiano, vento e livello di umidità del luogo.

Primavera e autunno: proteggere dal vento

Nelle mezze stagioni il limite non è sempre la temperatura. Una serata mite può risultare scomoda se il dehors è esposto a correnti d’aria.

Schermature verticali, vetrate mobili o tende possono proteggere i lati più esposti. È preferibile poterle aprire e chiudere per adattare lo spazio durante la giornata, invece di creare una chiusura permanente.

Il riscaldamento localizzato può migliorare il comfort nelle ore fresche. Prima di sceglierlo vanno considerati:

  • volume e livello di apertura dello spazio;
  • dispersione causata dal vento;
  • distanza dai tavoli;
  • consumi e costo di esercizio;
  • sicurezza, manutenzione e ingombri;
  • possibilità di accendere solo le zone occupate.

Scaldare un dehors molto aperto e non protetto può essere poco efficace. In molti casi conviene prima ridurre l’esposizione al vento e poi dimensionare il sistema termico.

Quando è possibile una regolazione termica più completa

Nei dehors protetti lateralmente si possono valutare sistemi attivi capaci di mantenere condizioni più stabili: pompe di calore, climatizzazione, ventilazione meccanica o soluzioni radianti, in base al progetto.

È questo tipo di integrazione che può mantenere lo spazio più fresco in estate e più confortevole in primavera e autunno. L’efficacia dipende però dal grado di chiusura, dal volume, dall’esposizione e dalla frequenza con cui porte e schermature vengono aperte durante il servizio.

Un ambiente molto aperto disperde rapidamente il calore e non trattiene l’aria raffrescata. Al contrario, uno spazio chiuso per aumentare l’efficienza deve conservare un ricambio d’aria adeguato ed essere verificato anche dal punto di vista tecnico e amministrativo. La regolazione termica va quindi progettata insieme alla pergola, non aggiunta alla fine come un accessorio.

Pioggia: non basta avere un tetto

La copertura deve raccogliere e scaricare l’acqua senza creare gocciolamenti nei passaggi o vicino ai tavoli. Gronde e scarichi devono essere accessibili per la pulizia, soprattutto in presenza di foglie.

Anche con una copertura chiusa può entrare pioggia spinta dal vento. Per questo è utile distinguere tra protezione dalla pioggia ordinaria e promessa di uno spazio completamente impermeabile.

Il pavimento deve inoltre evitare ristagni e mantenere percorsi sicuri per personale e clienti.

Dividere il dehors in zone

Un ristorante non deve necessariamente climatizzare tutto lo spazio allo stesso modo. Suddividere il dehors in zone permette di:

  • aprire solo l’area richiesta dalle prenotazioni;
  • concentrare riscaldamento o ventilazione dove ci sono clienti;
  • tenere una parte completamente aperta nelle giornate miti;
  • chiudere la zona più esposta senza interrompere tutto il servizio;
  • adattare la disposizione a tavoli piccoli o gruppi.

Questa flessibilità può essere più utile di una configurazione fissa progettata soltanto per la capacità massima.

Definire una stagione realistica

“Tutto l’anno” è una promessa troppo generica. Un obiettivo più utile è stabilire quanti mesi e quali servizi si vogliono recuperare.

Per esempio:

  • rendere affidabili i pranzi estivi grazie all’ombra;
  • mantenere le cene all’aperto nelle serate fresche di maggio e settembre;
  • usare una parte protetta del dehors in primavera e autunno;
  • ridurre le cancellazioni dei tavoli esterni in caso di pioggia leggera.

Questi scenari permettono di progettare copertura e impianti in modo più preciso e di valutare meglio il costo della pergola per il ristorante.

Comfort significa anche gestione

Ogni elemento mobile richiede una procedura: chi controlla le previsioni, quando si aprono le schermature, come si gestiscono vento e pioggia, chi pulisce gli scarichi e come si interviene in caso di guasto.

La stagione si estende davvero quando struttura, regolazione termica e organizzazione del personale funzionano insieme. La tecnologia può aiutare, ma deve restare semplice da usare durante il servizio.

Fonti