Pergole per Horeca

Pergole per ristoranti: più coperti e una stagione più lunga

Come aumentare i coperti, estendere la stagione e organizzare il servizio esterno con una pergola progettata per il ristorante.

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Le pergole per ristoranti non sono elementi da giardino ingranditi. Sono spazi di lavoro che possono rendere utilizzabili più tavoli, offrire ai clienti la scelta di mangiare all’aperto e ridurre la dipendenza da sole e pioggia.

Il punto non è coprire più metri quadrati possibile. È creare coperti che il locale riesca davvero a vendere e servire bene.

Perché i locali investono negli spazi esterni

Secondo FIPE, tra il 2020 e il 2023 il 42% dei pubblici esercizi italiani ha investito nella creazione o nella modernizzazione dei dehors. Il dato non dimostra che ogni progetto sia redditizio, ma conferma che lo spazio esterno è diventato una parte importante dell’offerta Horeca.

Le ragioni principali sono concrete:

  • aggiungere posti a sedere quando lo spazio interno è limitato;
  • rispondere ai clienti che preferiscono un tavolo all’aperto;
  • usare il dehors anche nelle giornate di sole intenso o tempo variabile;
  • prolungare la stagione utile in primavera e autunno;
  • dare al locale un ambiente diverso dalla sala interna.

Come progettare pergole per ristoranti con più coperti

Il numero di tavoli deve essere calcolato dopo aver considerato passaggi, accessi e servizio. Un dehors troppo denso può rallentare il personale, rendere scomoda la seduta e creare punti di congestione.

Prima di definire la pergola conviene disegnare:

  1. il percorso dalla cucina o dal bar al tavolo più lontano;
  2. le zone di passaggio per clienti e camerieri;
  3. l’apertura di porte, vetrate e tende laterali;
  4. lo spazio necessario per unire o separare i tavoli;
  5. eventuali postazioni di servizio, POS e raccolta stoviglie;
  6. i percorsi accessibili e le uscite da mantenere libere.

La capacità utile non è quindi il massimo numero teorico di sedie, ma il numero di coperti che si possono gestire senza peggiorare il servizio.

Il valore della scelta per il cliente

Non tutti preferiscono sedersi fuori, ma per una parte della clientela la disponibilità di tavoli all’aperto incide sulla scelta del locale. Una rilevazione FIPE ha registrato un atteggiamento positivo verso i dehors nel 70% dei cittadini intervistati. È un segnale di apprezzamento, non una garanzia di prenotazioni.

Il dehors funziona quando viene percepito come un ambiente vero, non come una fila di tavoli aggiunti. Ombra, distanza dal traffico, illuminazione serale, rumore, privacy e temperatura incidono sull’esperienza almeno quanto la struttura.

Prolungare la stagione, non promettere 365 giorni

Una copertura protegge dal sole e da parte della pioggia. Schermature laterali, ventilazione, riscaldamento localizzato e altri sistemi di regolazione possono rendere lo spazio confortevole in più periodi dell’anno.

Il risultato dipende però da clima, esposizione e configurazione. In estate una chiusura eccessiva può trattenere calore; in primavera e autunno il vento laterale può pesare più della temperatura dell’aria. Per questo conviene progettare un sistema regolabile invece di pensare a una configurazione sempre chiusa.

La guida su come estendere la stagione del dehors approfondisce copertura, chiusure e comfort termico.

Dalla pergola al sistema completo

Per l’Horeca la sola struttura raramente basta. Il progetto può includere:

  • copertura regolabile o retraibile;
  • protezioni laterali dal vento;
  • illuminazione per il servizio serale;
  • ventilatori, nebulizzazione o altre soluzioni estive;
  • riscaldamento localizzato per le mezze stagioni;
  • raccolta e scarico dell’acqua;
  • pavimentazione e passaggi accessibili;
  • arredi flessibili e facili da riconfigurare.

Ogni elemento aggiunge comfort, ma anche costi, consumi e manutenzione. Le chiusure possono inoltre modificare l’inquadramento dello spazio: prima dell’ordine occorre una verifica tecnica e amministrativa riferita al progetto reale.

Preparare un brief prima dei preventivi

Per ricevere proposte confrontabili, il ristoratore dovrebbe indicare:

  • quanti coperti vuole ottenere;
  • in quali mesi e fasce orarie userà il dehors;
  • quali condizioni meteo limitano oggi lo spazio;
  • come deve svolgersi il servizio;
  • quali chiusure e impianti considera necessari;
  • quali vincoli presenta l’area;
  • quale budget complessivo vuole valutare.

Il preventivo dovrebbe separare struttura, opere preparatorie, accessori, impianti, montaggio e pratiche. La nostra guida su quanto costa una pergola per ristorante spiega come leggere queste voci.

Se l’attività preferisce non sostenere subito tutto l’investimento, può valutare anche il noleggio operativo della pergola, subordinato all’istruttoria e all’approvazione della società di noleggio.

La scelta finale si misura sul lavoro quotidiano: più tavoli disponibili quando c’è domanda, percorsi che non rallentano la sala e uno spazio confortevole per una parte più lunga dell’anno. Il catalogo viene dopo.

Le priorità cambiano per locali con servizio rapido e più fasce di consumo: la guida sulle pergole per bar affronta distanza dal banco, colazione, aperitivo e visibilità dalla strada.

Fonti